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Caritas e rotta balcanica, come offrire aiuto ai campi profughi di Lipa e Bosnia

2' di lettura Senigallia 18/02/2021 - “Esprimiamo preoccupazione e attenzione per le condizioni dei migranti che cercano di arrivare in Europa senza possibilità di accedere a vie legali di ingresso. Nella nostra regione veneriamo con una speciale devozione la Santa Casa di Nazareth a Loreto. La casa di Maria è l’icona dell’aspirazione più profonda dell’essere umano di trovare casa. Di sentirsi a casa. Di essere accolto in una casa.

Essa suggerisce quell’imperativo etico di dare ospitalità, di dare una casa a una umanità lacerata da conflitti e da difficoltà impensabili, costretta a fuggire, e respinta proprio alle nostre porte”. La Commissione regionale Migrantes e la Commissione regionale Missio, con l'approvazione dei vescovi incaricati, ha predisposto questo comunicato congiunto per far sentire una voce forte e unita sulle questioni migratorie, in particolare sulla crisi umanitaria della rotta balcanica. Il coordinamento Pace, mondialità ed emergenze delle Caritas diocesane delle Marche sta lavorando ad alcune attività di sensibilizzazione sul tema e presenterà presto le proposte.

Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas italiana nei Balcani, ha testimoniato la situazione sempre più precaria dei migranti bloccati dal freddo nei campi profughi, in particolare in quello del campo di Lipa, e l’impegno delle organizzazioni umanitarie per soccorrerli. Di fronte alla catastrofe umanitaria in atto fanno quindi loro l’appello di Caritas italiana in collaborazione con altre realtà non profit presenti sul posto in Bosnia Erzegovina e lungo la rotta balcanica, chiedendo principalmente due cose: di sostenere le raccolte fondi destinate all’acquisto, direttamente presso le comunità, di cibo, abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto legna da ardere per consentire ai migranti di scaldarsi e sopravvivere; di informarsi e informare, perché è molto importante conoscere ciò che sta succedendo lungo la rotta balcanica, quali sono le difficili condizioni di accoglienza in Bosnia e Erzegovina, ed è fondamentale divulgarlo coinvolgendo amici, parenti e conoscenti.

Molto raccomandato è inoltre non avviare raccolte di beni materiali dall’Italia. Tutti i prodotti necessari sono acquistabili direttamente in loco: in questo modo si evitano i tempi del trasporto, gli ostacoli doganali (essendo la Bosnia Erzegovina fuori dall’UE) e la difficoltà per gli operatori di gestire i prodotti all’interno di una situazione già molto critica. Attualmente è già attiva una raccolta fondi, attraverso cui tutti i beni necessari saranno acquistati sul territorio, per rispondere tempestivamente alle necessità reali e andando a sostenere anche il sistema economico locale, già fortemente provato.

Per la donazione si può contattare la propria Caritas diocesana o la delegazione Caritas delle Marche, oppure partecipare direttamente alla raccolta fondi inserendo nella causale da dicitura: “Emergenza profughi Balcani”. REGIONE ECCLESIASTICA MARCHE CARITAS REGIONALE IBAN IT92Y0306909606100000063560 Banca Intesa Sanpaolo








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2021 alle 09:39 sul giornale del 19 febbraio 2021 - 324 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, volontariato, caritas, senigallia, comunicato stampa

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