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Truffano clienti ad Ancona e non solo con auto a km zero. Rintracciati in taxi a Senigallia

3' di lettura Senigallia 26/09/2019 - Avevano da poco sorpassato il casello di Senigallia sull’A14 quando i Carabinieri li hanno bloccati. Tre arresti per il sodalizio criminale con base ad Ancona che dal 2017 ad oggi aveva incassato profitti per oltre 500 mila euro. Le truffe in tutta Italia, 71 nelle Marche

Sono stati i carabinieri della Compagnia di Ancona nel pomeriggio di ieri, 25 settembre, a trarre in arresto una donna e due uomini di origine rumena che nell’ambito dell’operazione denominata “chilometri zero”. Lo scorso 20 giugno 2019 il trio si era reso irreperibile, evitando così la misura cautelare in carcere. I tre sono stati bloccati da Carabinieri - che da tempo ne monitoravano i movimenti – a bordo di un taxi dopo aver oltrepassato il casello autostradale “Senigallia” direzione Bologna –Ancona. Per loro, pertanto, sono scattate le manette e dopo le formalità di rito sono stati condotti rispettivamente gli uomini presso la casa circondariale di “Montacuto” e la donna presso la sezione femminile della casa circondariale “Villa Fastigi” di Pesaro.

Si tratta di una complessa attività investigativa condotta dalla Stazione di Ancona Brecce Bianche che ha visto coinvolti tre uomini e due donne responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio. Vendevano infatti auto alle quali venivano “ridotti” i chilometri, riportandoli a zero. Gli arresti arresti sono frutto di un’attività di indagine dove gli inquirenti nel periodo compreso tra gennaio 2017- aprile 2019 sono riusciti a dimostrare la compravendita di più di 130 auto alle quali erano state, con una sofisticata apparecchiatura, ridotti i chilometri, ottenendo auto commercialmente più appetibili per le ignare vittime.

Il gruppo criminale, con sede operativa ad Ancona, pubblicizzava sui principali motori di ricerca la loro attività commerciale, e riusciva ad ottenere – grazie ai prezzi concorrenziali, per la qualità delle autovetture messe in commercio – innumerevoli contatti da clienti da tutto il territorio nazionale, i quali invitati presso le due sedi, una di via Di Vittorio e l’altra in via G. Rossa ad Ancona per visionare le autovetture, credevano di trattare con vere concessionarie, formalizzavano l’acquisto, incappando invece nel raggiro.

Ben 13 le Regioni italiane interessate dalle truffe del sodalizio. Marche: 71 Abruzzo: 12 Umbria:11 E. Romagna: 11 Molise: 9 Lazio: 9 Toscana: 8 Puglia: 5 Veneto: 3 Lombardia: 3 Piemonte: 1 Sardegna: 1 Liguria: 1. A condurre la brillante operazione e l’indagine i Carabinieri della Stazione di Ancona Brecce Bianche coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Ancona Daniele Paci, utilizzando le tradizionali indagini di polizia giudiziaria, sono riusciti, ad analizzare centinaia di vendite di autoveicoli risultate tutte anomale poiché, dalla verifica effettuata, le stesse presentavano notevole alterazione del contachilometri, arrivando - in moltissimi casi - a riduzioni di oltre 200.000 chilometri, ovvero fino al triplo delle misurazioni originali, rendendo, in tal modo, veri e propri “bidoni” – pericolosi per l’incolumità dei passeggeri e della stessa circolazione stradale – in “super car” dall’apparente motore immacolato, sostenendo in modo sistematico che le stesse erano classificabili “unico proprietario” benché alcune di esse fossero state in possesso di diversi automobilisti. Ulteriore elemento, per ottenere la fiducia dei clienti, era il dato che tutte le vetture fossero messe in vendita con la revisione appena fatta. Proprio su questo punto le indagini si sono allargate ad un’officina di revisioni auto, che costantemente certificava l’esito positivo del controllo con i chilometri scalati.

L’organizzazione grazie alla grande pubblicità sul web, tra gli anni 2017 ed il 2019, hanno, pertanto, ottenuto profitti per oltre 500.000 euro. Dalle indagini sono emerse, altresì, le responsabilità di due agenzie di pratiche auto di Ancona, che in accordo con gli arrestati, favorivano i passaggi di proprietà falsificandone gli atti.








Questo è un articolo pubblicato il 26-09-2019 alle 11:31 sul giornale del 27 settembre 2019 - 6679 letture

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