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Piante & Salute: la Bardana

2' di lettura Senigallia 04/06/2018 - Originaria del nord dell’Europa, dell’Asia, dell’America Settentrionale e dell’Africa ora si trova, spontanea, in tutta Italia.

E’ una pianta biennale o perenne della famiglia delle Asteraceae. Può arrivare sino a 1metro e mezzo d’altezza, ha foglie molto grandi alla base, ovali o cuoriformi; il fusto è robusto e ramoso, con scanalature le grosse radici sono carnose d’odore dolciastro. I piccoli fiori viola-porpora, presenti innestate, sono chiusi in “capsule” sferiche con delle brattee uncinate che facilmente si attaccano agli animali che le rilasciano poi ovunque. Di solito cresce nei prati, nei terreni incolti, nei sentieri e vicino ai vecchi muri; della pianta si utilizzano soprattutto le radici e le foglie. La bardana è antisettica per la presenza dell’arctiopicrina, un antibiotico attivo contro i batteri gram + e i funghi; è drenante e detossicante a livello epatico grazie all’arctiina; è disinfettante e cicatrizzante per merito dell’acido arctico.

La presenza dell’acido y-guanidin-n-butirrico la rende utile come antidiabetico e per l’alta percentuale d’inulina è efficace per ridurre la glicemia. Contiene vitamine del gruppo b, è diuretica e favorisce anche la crescita dei capelli. Le sue grandi foglie si possono cuocere e mangiare con altre verdure. E’ indicata per: l’acne e tutte le malattie della pelle, come depurativo e purificante “generale”, come cura per l’artrite e i reumatismi e per rinforzare il sistema immunitario; per abbassare il colesterolo, per l’influenza, il morbillo e la rosolia; per le affezioni dell'apparato urinario, per le emorroidi, le difficoltà digestive per la gotta. E’ consigliata anche per la sterilità, l’impotenza, l'ulcera peptica, le vertigini. Non va presa in gravidanza e durante l’allattamento. Della pianta si usano il decotto, la tintura madre e il succo delle foglie fresche schiacciate.

Curiosità e tradizione

Il nome Arctium in greco vuol dire orso ed è sicuramente derivato dal fatto che la pianta è villosa e ispida, l’altro lappa o dal celtico llap ovvero mano e qua si riferisce alla forma del fiore o al greco labein, attaccarsi perché il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali. In antico era usata come antidoto contro il veleno dei serpenti e per il morso dei cani.






Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2018 alle 13:30 sul giornale del 05 giugno 2018 - 783 letture

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