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Storia della Fotografia: al Musinf le 51 prove di stampa di Benedetto Trani per Alfredo Camisa

3' di lettura Senigallia 18/02/2014 - Si tratta del ritrovamento delle prove di stampa di Alfredo Camisa, compiuto dal figlio di Benedetto Trani, Massimo, anche lui attivo nella fotografia, come da tradizione familiare. L’assessore alla cultura Stefano Schiavoni è stato informato dal direttore del Musinf, prof. Carlo Emanuele Bugatti, che sabato scorso le cinquantuno prove fotografiche sono state ufficialmente depositate al Musinf da Massimo Trani per la catalogazione e la conservazione.

“E’ un ritrovamento importante” ha sottolineato l’assessore Schiavoni “che è dovuto all’intenso lavoro di ricerca nell’archivio Trani, compiuto in questi mesi da Massimo Trani specificamente in vista della realizzazione di una prima mostra a Senigallia, che ricorderà la figura e l’opera di Benedetto Trani, scomparso nel gennaio 2011. Si tratta di una mostra che partirà dalla suite Sirene dell’Adriatico, che Benedetto Trani realizzò nei primi anni Sessanta per la campagna di valorizzazione del modello turistico senigalliese. Tale suite fu donata personalmente da Benedetto Trani al Musinf, che la conserva”.

Ora l’assessore Schiavoni ha anche sottolineato che il ritrovamento delle prove di stampa delle fotografie di Camisa è utile a dimostrare il dato dell’impegno, anche nazionale, di Benedetto Trani come stampatore in contatto con importanti protagonisti della fotografia italiana del Novecento. E’ noto che Alfredo Camisa è stato uno dei fotografi che maggiormente hanno contribuito al rinnovamento della fotografia italiana.

Un contributo quello della sua opera fotografica, che è ben documentato dal volume monografico, dedicatogli dalla Fiaf. Per una corretta lettura della storia della fotografia italiana non va dimenticato che fu anche un attivo promotore culturale di una decisiva azione innovativa. Una promozione del rinnovamento compiuta da Camisa anche in costante, costruttivo e propositivo collegamento con amici e innovatori della fotografia come Piergio Branzi, Mario Giacomelli, Ferruccio Ferroni del Gruppo Misa, fondato da Giuseppe Cavalli. Camisa, su sollecitazione di Ferruccio Ferroni, volle partecipare con alcune fotografie alla costituzione dell’archivio storico del Gruppo Misa, conservato dal Museo comunale d’arte moderna e della fotografia di Senigallia.

Alfredo Camisa nato a Bologna, ma fiorentino di adozione, tra il 1953 e il 1961, dedicò alla fotografia tutti i ritagli di tempo che la sua professione di chimico gli concedeva. In prevalenza le fotografie prodotte da Camisa dopo il periodo iniziale, completamente dedicato al formalismo, alla ricerca sulla composizione e sui toni, sono dedicate al ritratto e alla figura ambientata. Notevole fu il successo delle suite di foto di Camisa dell’Africa, della Sicilia, delle Processioni e del Teatro, molte delle quali vennero pubblicate da “il Mondo”.

Paradossalmente il successo lo costrinse, per l’accumularsi degli impegni, a fermarsi di fronte ad un bivio non più eludibile, ed optare per una necessaria rinuncia all’attività fotografica. Certo alcuni fotogrammi della serie “Mondine” e alcuni ritratti di Camisa, caratterizzati da una personale visione e da contenuti innovativi, hanno fornito un contributo determinante ed irreversibile allo sconvolgimento delle convenzionali ed arretrate tematiche dominanti nella fotografia italiana di metà Novecento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2014 alle 11:55 sul giornale del 19 febbraio 2014 - 726 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, musinf, fotografia, senigallia, stampa, benedetto trani, Alfredo Camisa

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