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Sanità, Fiamma Tricolore: da dove verranno i soldi per ripianare il buco?

movimento sociale fiamma tricolore 4' di lettura Senigallia 05/08/2010 -

"I sindaci dell'entroterra sono pronti a fare le barricate", dice il Sindaco Massimo Bello, "vigileremo sulla qualità dei servizi", dice il sindaco Maurizio Mangialardi, "no a demagogia", dice l’Assessore Fabrizio Volpini. Ancora una volta i dirigenti locali di PD e PDL con un giro di parole evitano di descrivere con obiettività il vero problema della Sanità Regionale Marchigiana.



Il Servizio Sanitario Nazionale è in realtà "regionale": un assurdo logico. Ma lo hanno voluto così, perché le cricche regionali potessero riempire i loro ospedali di raccomandati di partito. Un servizio chiamato "nazionale", offre in realtà ai pazienti cure regionalizzate, pessime al sud, un po’ migliori al centro-nord, con grandi sprechi dovunque. Ad essere "nazionale" è solo il pagatore dei conti in rosso: il contribuente, convinto pure che la medicina sia più o meno gratis, a parte il ticket. Il 70% del bilancio di una regione è dato dalla voce Sanità. Il sindaco Bello invece di fare le barricate potrebbe indagare sulla seguente questione: perché un apparato di cura e sanità - compito essenzialmente tecnico - deve essere assegnato alla politica politicante? Perché le amministrazioni delle ASL sono piene non di medici, ma di politici che così almeno lucrano sui gettoni di presenza e possono trafficare in favori e posti? L’ultima riforma ha cambiato il nome delle USL in ASL: così, per miracolo, sono diventate "aziende", gestite da "manager". Ovviamente, la magia non funziona: i "manager" sono i vecchi politici trombati, a cui il titolo di "manager" ha fruttato paghe da "manager". Il nome doveva introdurre "l’efficienza del privato".

Ma naturalmente non ha cambiato la natura delle ASL, di cosche di malaffare, e ne ha solo aumentato i costi. Gli emolumenti sono, infatti, quelli del "settore privato": emolumenti che, se fossero davvero nel privato, sarebbero collegati a responsabilità massime, al licenziamento in tronco per chi sbaglia o truffa o si dimostra incapace. No, per questo aspetto le ASL sono "pubbliche". In Italia ci sono 195 ASL, altrettanti centri di spesa inconsulta e di gestione irresponsabile a piè di lista. Ciascuna ha un direttore generale, un "manager" che è nominato dalla Regione, ossia nella clientela politica al momento al potere. Questo presunto "manager" a sua volta si sceglie i compari, un direttore amministrativo e uno sanitario. La Regione inoltre elegge una serie di consigli (sanitario, sindacale, di direzione): altrettanti gettoni di presenza agli amici, e amici degli amici. Il risultato è un disavanzo pari allo 0,4% del prodotto lordo nazionale, accollato al contribuente nazionale. Chiediamo al Sindaco Mangialardi: da dove verranno i soldi per ripianare il buco? Ecco il vero motivo per cui tutti vogliono il "federalismo fiscale": i soldi veri sono nelle Regioni. Lì ci sono le occasioni di mazzette e prebende al disotto del controllo pubblico; lì i mille centri di spesa che sfugono all'osservazione; lì ci sono gli interessi locali e criminali che, in cambio di appalti senza concorso nelle aziende pubbliche privatizzate, garantiscono voti permanenti e perciò il permanente potere. Solidissimo. Rinnovato eternamente nella sua legittimità da continue primarie che mobilitano i loschi interessi locali. E lo diciamo al consigliere Rimini. Questo non vale solo per il PD qui nelle Marche e nelle regioni rosse, ma anche nelle regioni governate dal PDL.

Appena Berlusconi uscirà di scena (manca poco, e tutti si stanno già preparando) anche il PDL si sgretolerà in partitelli locali, governati da cacicchi, capi-bastone e appaltatori locali, inamovibili proprio perchè locali. Ad accaparrarsi i soldi della Sanità, la vera cassaforte delle Regioni, nella felice collusione di un pubblico grande pagatore di privati immobiliaristi o para-sanitari che non sopravviverebbero un secondo senza i soldi della Regione. Le ASL sono il fallimento storico più colossale della storia italiana, un ributtante coniugio di malversazione e incompetenza. Ma è anche il fallimento storico meno discusso: è vietato chiedere una "ricentralizzazione" dei servizi "nazionali" come il servizio sanitario e la restaurazione di un minimo di civismo nazionale. Lo stato sociale che noi proponiamo non lascerebbe spazio ai partiti e alle loro clientele.


da Movimento Sociale Fiamma Tricolore




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2010 alle 16:41 sul giornale del 06 agosto 2010 - 611 letture

In questo articolo si parla di sanità, ospedale, politica, Movimento Sociale Fiamma Tricolore

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